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Simbiosi Mente-Macchina.

Notazioni estetiche e sociali per un’etica della contemporaneità.

5. Per un'etica della contemporaneità.

Che ce ne facciamo dell’incubo nucleare, del riscaldamento globale, dei mari senza pesci, dei crolli in borsa? O come direbbe Vasco Rossi, che ce ne facciamo della realtà che abbiamo costruito con i nostri sogni? Adesso che abbiamo tutto questo potere che ne faremo? Lo stiamo usando per distruggere il mondo e autodistruggerci?
La concezione temporale lineare introdotta con l’uso dell’orologio è ormai sovvertita e con essa l’idea del potere piramidale. I concetti tradizionali di natura e di realtà vacillano. E anche l’idea di umano si trasforma.

The Chemical Brothers – Believe.


Abbiamo bisogno di credere in qualcosa. Abbiamo bisogno di tornare alla natura. Negli anni novanta Barilla ha inventato il brand Mulino Bianco per soddisfare un indefinito bisogno di ritorno alla natura.

Spot Mulino Bianco 1994.


Ma di quale natura si tratta? Quella agricola? Ma l’agricoltura non è la prima grande rivoluzione tecnologica praticata su scala planetaria dall’uomo? Un orto è un giardino, il trionfo dell’artificio, la natura trasformata dagli uomini.
Recentemente in Giappone, forse uno dei paesi dove l’alienazione dalla natura è più sentita, Kuraray, una società chimica ha fatto uno spot con un’alpaca.

Kuraray. Commercial.


L’animale, originario del Sud America, e perfettamente sconosciuto ai giapponesi, ha scatenato la moda di andare in campagna per vedere gli alpaca. Anche lì un ritorno alla natura che però sembra più un parco a tema.

Theme Park. Alpaca.


Un’etica della contemporaneità richiede la definizione di un paradigma della simbiosi mente-macchina. I presupposti di questo paradigma sono il riconoscimento dell’esistenza di un ecosistema informazionale, l’accettazione dell’idea che la realtà è instabile e il riconoscimento dell’uomo come entità naturale e non distinta dalla natura o ad essa superiore, accettare l’uomo in questi termini significa anche accettare che la tecnologia sia una manifestazione naturale.



Fabrice de Nola. La Penna. Olio su tela. 1997/2007.


L’equivoco che la tecnologia sia portatrice di valori ci ha reso diffidenti. La tecnologia è stata investita di un’aura magica e aliena. Il computer nella cultura pop era un oggetto magico: negli anni novanta in Italia si diceva “fatto al computer” e il sottinteso sembrava “sceso dal cielo” o “crato magicamente”. Ma è nell’interazione uomo-tecnologia che si inseriscono i valori, nel modo in cui usiamo qualcosa.

Charlie Duke on the moon.


Il progresso tecnologico ci ha abituati a vivere in uno stato di perenne rivoluzione, l’idea di una realtà instabile può farci sentire alienati dalla natura e creare disagio. Ma dobbiamo rassegnarci a questo stato di cose. Prima la storia procedeva a ritmi evolutivi più lenti, ora viviamo una perenne accelerazione.
Dobbiamo accettare che la natura, la cultura e la tecnologia non sono entità stabili, cambiano, evolvono e con esse cambia il mondo e il nostro modo di percepire il mondo, la nostra idea di realtà.

Pleix e-baby.


Come fareste senza i vostri dispositivi elettronici? Si può rinunciare a tutto questo?
Una sera una mia amica ha detto che non ne poteva più della tecnologia e avrebbe rinunciato volentieri a computer e telefonino. Mio figlio, allora di tredici anni, le ha risposto: "ma tu non sbrocchi se tuo figlio non risponde al telefonino? E che ne dici se spegnamo la luce, spegnamo il riscaldamento e i fornelli e ci mangiamo qualcosa di freddo? E se vogliamo andare fino in fondo, smettiamo pure di parlare, dato che il linguaggio è un software!".

The Best Advertisement of the World!


Siamo in una dimensione irreversibile, la paura è depistante. L’ansia dei paranoici è utile, ma solo a inventare gli airbag, lo spirito critico non può e non deve essere paura del cambiamento.

Nokia 6110 Navigator ad.


La tecnologia è un’appendice della nostra natura, è una espressione della natura. Io non sarei come sono, non penserei come penso. Senza l'accesso alla conscenza che mi offrono le nuove tecnologie sarei uno “stupido pittore” (Marcel Duchamp. L'artista deve andare all'università?. Discorso pronunciato all’Università di Hofstra il 13 maggio 1960).

Come dice Kevin Kelly, la diversificazione che proporranno le tecnologie future offriranno ai nostri figli l’opportunità di realizzarsi nel modo più congeniale alla loro speciale singolarità di uomini.

Kevin Kelly, How does technology evolve?


La necessità di pensare diversamente (As We May Think), formulata da Vannevar Bush più di sessant’anni fa, ha spinto l’evoluzione delle infotecnologie.
Le competizioni tra Apple, IBM, Microsoft, Unix e le diverse concezioni hanno dato vita ad una mutua coevoluzione.

Networking. Mac vs PC adv.


Linux IBM adv.


È interessante notare come, in un ristretto ventaglio di brand infotech vi sia già una varietà di concezioni del rapporto mente-macchina.

4th screen revolution. Nokia commercial.


Kristin - The Winger. Apple iPhone Ad.


Come anche per le tre più grandi aziende produttrici di consolle da gioco.
Il colosso del software Microsoft propone con pragmatica ironia un memento mori, suggerendo di approfittare con il gioco della vita. Mosquito ha come riferimento esplicito il mito della cacciata dall’Eden e la morte come elemento intrinseco alla vita dopo la cacciata e sembra suggerire l’alienazione dalla natura della vita contemporanea e la ferocia di un dio invisibile.

Mosquito. Xbox advert.


Quando mio figlio aveva sette anni mi chiese se per caso Dio non fosse un giocatore che muove i nostri destini con un cursore.
In Life is to Short il concetto di gioco è lo stesso ma più conciso: sparato dal ventre della madre, un umano percorre le tappe della vita urlando e attraversando un cielo sgombro di angeli per precipitare infine in una tomba tornando alla materia polverosa e inorganica. L’esilarante memento mori veicola in trenta secondi un messaggio importante: l’irreversibilità del tempo. Quello raccontato da Microsoft è un mondo dominato dalla minaccia della morte e dall’assenza di Dio.

Life is to Short. Xbox advert.


In Mental Wealth, lo spot di Chris Cunningham per PS1, una ragazza con l’aria da superumana media, cosciente della disponibilità di accesso alla conoscenza e del fatto di subire il futuro, costruito da altri per procura, ostentata ignoranza e indifferenza con spavalderia. La ricchezza mentale è indicata come la possibilità di partecipare direttamente all’esperienza, attraverso il gioco. Il gioco qui sembra l’occasione per esercitare un’intelligenza e una brillantezza non richiesta nel degrado delle periferie.

Mental Wealth. PS1 ad by Chris Cunningham.


I corvi, simbolo di intelligenza, sono partoriti dalla PS3 nello spot Eggs .

Eggs. Sony PS3 ad.


Sony si rivolge alla classe media e propone l’esercizio di un’intelligenza beffarda e disillusa in un Third place su misura in cui sperimentare la propria realtà umana. Il brand della multinazionale dell’intrattenimento di Tokyo, tende a promuovere una filosofia anticonformista, a tratti romantica e quasi hikikomori, legata a un mondo interiore in cui realizzare la propria fantasia ludica.

Sonata - PS3 Commercial.


Ma in effetti i giochi on line permettono una socialità poco hikikomori, sia Sony che Microsoft consentono di confrontarsi con altri giocatori. Il gioco è uno dei teatri contemporanei in cui si realizza l’idea del mondo, la sua mitologia. Sarà forse un caso fortuito che in Visit un adolescente rotei gli occhi verso l’interno. A me ha ricordato la cecità di Omero, il cui handicap era considerato dai suoi contemporanei un capacità speciale di vedere dove gli altri non vedono, di sentire il mondo con il tramite della propria interiorità più profonda.

Chris Cunningham. Visit. PS2 commercial.


La kyotonese Nintendo ha un brand luminoso, integrato sia sul piano produttivo (software e hardware) che su quello promozionale, da una filosofia che vede l’uomo nella normalità del suo quotidiano (persino l’oggetto Wii è bianco, invece la PS3 è nera). L’uomo non è visto né come un superuomo, né come un cyborg, ma come un essere che si rapporta con leggerezza con il proprio corpo e il proprio contesto relazionale. Chissà se dipende dal fatto che Kyoto è una città moderna, ma che conserva nell’architettura un legame ambientale con la tradizione, al contrario di Tokyo che fu rasa al suolo dalle bombe incendiarie americane. Oppure perché alla Nintendo lavorano due visionari: Shigeru Miyamoto e Ken'ichiro Assida.

Nintendo Wii Fit ad. Panda.


Come dice Joël de Rosnay, in relazione all’esplosione del mondo informatico nelle nostre vite, è importante informare e formare le persone per renderle responsabili rispetto a questo nuovo mondo, affinché abbiano voglia di costruire il futuro e non di subirlo”; e inoltre “è importante che i giovanissimi imparino la nozione di irreversibilità del tempo: nella vita reale non si può premere un tasto replay”.

Rencontre avec Joël de Rosnay.


Abbiamo visto che le aziende e i pubblicitari hanno un’idea della relazione mente-macchina che spesso rispecchia la società più di quanto essa stessa sappia di sé. Cerchiamo di capire cosa ci interessa, cosa vogliamo, come pensiamo dovrebbe essere. Forse con le grandi opportunità che offre il web, possiamo partecipare tutti alla costruzione del futuro.
La molteplicità di cui accennavo all’inizio citando Calvino si esprime non solo grazie all’accesso alla conoscenza, ma anche attraverso le modalità diversificate della relazione tra l’uomo e il sistema.

David Deutsch: What is our place in the cosmos?


Oggi la relazione mente macchina è molto più articolata di quanto non lo fosse nelle concezioni tayloriane, lo dimostra il confronto tra il film Tempi moderni di Charlie Chaplin e il Wii commercial visti all'inizio. È vero che i problemi analizzati da Chaplin in Tempi moderni sono ancora attuali, ma lo sviluppo delle macchine ha prodotto una diversificazione delle relazioni mente macchina tale da rendere evidente quanto siano importanti le qualità e le modalità delle relazioni.



Fabrice de Nola. Still. Olio su tela. 2004.


I valori e dunque l’etica, non si situano nelle cose in se, quanto nell’uso delle cose. La tecnologia in se non è portatrice di valori, il valore è aggiunto dall’uso che ne facciamo.
Noi siamo il sistema, possiamo migliorarci.
Ora forse la Macchina può sembrarci più vicina. E viva.

All is full of love. Music: Bjork. Video: Chris Cunningham.


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Postato il 20 dicembre 2008, alle 11:32, da Fabrice de Nola

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